...que tienen que ver no solamente con el bienestar de sus trabajadores, sino con el bienestar social general."

Quando riuscirò a tornare a Buenos Aires, voglio incontrare di persona Fabián e bermi una quilmes giocando a scacchi 3/3

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Si parla di "autogestión", "caja de resonancia" di molte lotte, per mettere in discussione il modello economico vigente; una questione "más cualitativa que cuantitativa. Es un trabajo con menos explotación. Implica también ganar mejores condiciones de trabajo, más libertad, más solidaridad, [...], y en ese sentido, cualitativamente, permite dar otras respuestas. Una empresa autogestionada puede permitirse pensar cosas que a la empresa capitalista no le interesan..." 2/3

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A febbraio ho contribuito alla serata "Mutualismo conflittuale e sguardi dal basso" in , con e "La Cooperativa de Trabajo " di Buenos Aires; ho conosciuto l'attuale presidente Fabián Pierucci con cui ho chiacchierato piacevolmente in collegamento. Ho passato il contatto di Fabián a dei compagni di passaggio a , e questo è un loro resoconto in spagnolo su . Prossimamente dovrebbe uscirne una traduzione su contropiano.
elsaltodiario.com/argentina/em

Mi ha fatto pensare a un caro amico il cui papà è stato anni in prigione, in altri tempi e altre geografie, e che era "ricorso" al disegno per motivi che ignoro durante la prigionia; qualche anno fa ho visto i suoi lavori e mi sono piaciuti moltissimo. Da quanto ne so, la sua "fase artistica" è coincisa con la prigione e poi basta. Mi piacerebbe averne uno appeso in casa, mi piacerebbe farmi raccontare da dove vengono. Leggerò i volumi che ho acquistato e poi li regalerò a questo amico.

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Fieramercato di autoproduzioni ieri e oggi al . Mi è caduto l'occhio (e l'orecchio durante la "ten minutes talk") su , autoproduzione nata durante la pandemia e arrivata al terzo volume, ricca di contributi artistici (non adatti a "mettersi in mostra") a sostegno di detenute e detenuti (il ricavato tolte le spese di stampa va a un'associazione di cui mi è sfuggito il nome che si occupa di aiuto legale); alcuni dei contributi vengono proprio dagli stessi detenuti... (1/2)

Tempo fa in l'autrice ha presentato "Per farla finita con la famiglia - Dall'aborto alle parentele postumane", ed. . Molto in gamba, preparata e soprattutto appassionata. Mi piaceva quando i suoi discorsi si staccavano dalla terra a cui sono abituato per diventare evocativi come i testi della . Parla anche di
, medicalizzazione dei corpi, pillolo, clonazione, onco-topi, gettoni riproduttivi. Lo consiglio e se a qualcunə interessa glielo regalo.

Il video riprodotto in loop che raccontava la carriera di sembrava (era davvero? :blobcatthonking: ) uno spezzone di telegiornale. Delle sciure bussavano ai muri finti (con lampioni ed elementi simili per farlo più 3d) per capire se erano muri veri. Ovviamente passaggio obbligato dal fornitissimo gift shop per poter guadagnare l'uscita. Turismo artistico dei peggiori. Davvero un "experience" sgradevole. Insomma :blobcatno:

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Ho provato il "viaggio multi-esperienziale" con "nuovo concept emozionale" (parole del portale ufficiale :blobcatthink: ) di "The world of ", in Stazione Centrale a , ovviamente "non autorizzata dall'artista". Perché mi hanno regalato i biglietti per il compleanno. Un sacco di gente, la maggior parte intenta a fotografare le riproduzioni delle opere (piccole incorniciate o grandi su muri finti :blobcatpeek: ), pannelli informativi che si limitano a mini-aneddoti, ...

malegre boosted

Alla mia libreria di quartiere hanno messo degli scaffali di libri usati. Quando sono forte abbastanza da decidere di non comprare niente di nuovo, lascio comunque l'obolo per qualcosa di usato. Adoro i libri usati. Adoro far girare i libri. All'ultimo giro ho pescato "Davanti al dolore degli altri" della Sontag. Ci ho trovato degli spunti interessanti, mi sembra un testo utile per ragionare sull'attuale "racconto della guerra" in Ucraina. Se a qualcunə interessa glielo regalo.

Un paio di foto della serata di canti in il . Non sapevo della ricorrenza, non credo mancherò l'anno prossimo. :ancomheart:

Faccio pubblicità alla mia libreria di quartiere (Dergano) :ablobnwn:
Con calma deciderò quando palesarmi durante la giornata.

Bella giornata ieri allo spazio di . La comunità si racconta, poi tocca alla , che ci parla dell'internazionalismo come testimonianza e di quanto sia fondamentale riuscire a immaginare le utopie per nutrirsene e fare resistenza. Eh niente, il Rojava e la storia di mi emozionano sempre...
Bello il documentario "Tekoşer. Il partigiano Orso", lo riguarderò presto con altri compagni! :blobbear:
Tekoşer. Il partigiano Orso - OpenDDB
openddb.it/film/tekoser-il-par

malegre boosted

Parte 3

Dopo giorni di blocco della via, di isolamento, ci sentiamo prigionieri e non abitanti, ci sentiamo scomodi nelle nostre case, ci sentiamo che tutto questo non è giusto, ridateci casa nostra, il nostro quartiere, i nostri vicini.
Dal nostro punto di vista gli intrusi siete voi. Levate l’assedio dal nostro quartiere.

GLI ABITANTI DELLA VIA

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malegre boosted

Parte 1

Comunicato degli abitanti di Viale Corsica

Sono tornati e noi siamo contenti.
Sono rientrati nello stabile abbandonato di Viale Corsica 81, dopo lo sgombero che ci aveva lasciato un’enorme tristezza, sono rientrati, lasciateli stare, lasciateci in pace.
Eravamo abituati a vederlo vivo quel fabbricato, pieno di vita. Negli anni abbiamo costruito legami e rapporti tra noi abitanti della via e quelli dell’occupazione; ci siamo presi cura delle nostre strade, dei nostri spazi, insieme.
“La città è il nostro giardino” la frase che ci ha unito, tutto quello che abbiamo fatto insieme, quello che ci ha legato.

malegre boosted

Parte 2

Abbiamo coltivato le nostre aiuole, piantato semi di piante e di civiltà; ci siamo presi cura del verde e mantenuto e costruito un’area cani per le esigenze di tutti; abbiamo cenato insieme solo per il gusto di stare insieme e fatto “colazioni resistenti”.
In questi anni molti di noi si sono sentiti più uniti più vicini e sicuramente anche più protetti. Dai piccoli gesti di mutuo aiuto quotidiano all’organizzazione di piccoli eventi, laboratori di progetto e condivisione (ciclofficina, biblioteca, teatro, serigrafia….). Le strade non erano più solo un posto di transito veloce per rientrare ognuno nelle proprie case e rinchiudersi nella propria vita, estranei al vicino, senza connessioni. Le strade sono diventate una estensione della nostra casa, luogo di incontro e socialità.

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malegre boosted

@unknow Il problema, secondo me, è che entità tipo unhcr sono troppo dipendenti dal "momento politico". Fanno "assistenza umanitaria" quando c'è qualcuno d'importante che la spinge.
Ti faccio un esempio: sul confine ita-slo (dove vivo e lavoro), in 8 anni di rotta balcanica, si son visti raramente. Ora, con la questione ucraina, c'è un loro gazebo sul valico di Fernetti permanente pieno di cibo e generi di conforto per rifocillare questi nuovi profughi.
Nel frattempo, a nessuno importa più, ad esempio, della situazione in Afghanistan e, per dover di cronaca, gli afghani che pensavamo stessero arrivando a migliaia... non ci sono. Non arrivano. Sono bloccati dalle politiche UE di esternalizzazione delle frontiere. In tutto questo, unhcr e molte altre organizzazioni umanitarie, semplicemente si son scordate tutto.

Manifesto a favore dell'obiezione di coscienza e della diserzione in Russia e Ucraina.
(in spagnolo, ma deve esserci l'inglese nascosto da qualche parte sul sito)

"Un abrazo antimilitarista" :blobreach:

:ms_fist_hmn_h2: EXIGIMOS...

¡Insumisión a todas las guerras! – INSUMISIÓN A LAS GUERRAS
insumisionalasguerras.org/insu

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Copincollo da compagn* de La Breccia #Trieste:
Ancora a difesa dei nostri corpi!

Negli ultimi giorni i muri della città si sono ritrovati tappezzati da manifesti antiabortisti. Le solite associazioni cattoliche foderate di soldi e guidate da uomini che si permettono di camuffare da discorsi femministi il loro tentativo di sovradeterminare i nostri corpi e le nostre scelte. La risposta arriva come sempre dal basso: potere alle donne, facciamole scegliere!

Nonostante decenni di lotte c'è ancora bisogno di gridare che sui nostri corpi dobbiamo decidere sempre e solo noi!
Perché un aborto libero, gratuito e sicuro è ancora un sogno. Perché servirebbe ben di più della 194.
(...)

Libere di scegliere!
Sul mio corpo decido io, né lo stato, né il vostro dio!

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NEBBIA

Nebbia è libera, antifascista, antisessista e antimilitarista